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	<title>FASHION THEATER archivio virtuale costumi teatrali &#187; capucci</title>
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		<title>RICERCHE DI STILE. GLI ARCHIVI MAZZINI IN MOSTRA A IMOLA</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 11:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapevate che a Massa Lombarda, cittadina non ridentissima a pochi km da Imola, esiste uno dei più grandi archivi della moda d&#8217;Europa (e forse del mondo)? Io sinceramente no, è stata una piacevole scoperta, grazie alla mostra &#8220;Ricerche di Stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni&#8221;. Partiamo dall&#8217;archivio: 400.000 capi &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/ricerche-archivi-mazzini/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevate che a Massa Lombarda, cittadina non ridentissima a pochi km da Imola, esiste uno dei più grandi archivi della moda d&#8217;Europa (e forse del mondo)? Io sinceramente no, è stata una piacevole scoperta, grazie alla mostra &#8220;Ricerche di Stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni&#8221;. Partiamo dall&#8217;archivio: 400.000 capi (no, non mi è sfuggito qualche zero) raccolti da Attilio Mazzini a partire dalla fine degli anni Settanta, inizialmente senza un vero e proprio criterio, ma acquistando &#8220;a sentimento&#8221; nei mercatini dell&#8217;usato (all&#8217;epoca non si usava il termine &#8220;vintage&#8221;) in Italia e all&#8217;estero, soprattutto a Londra e Parigi, quello che lo colpiva particolarmente. A questo si aggiunsero stock di abiti di magazzini o negozi in fallimento, fino a raggiungere la mole di abiti attuale.<br />
Gli abiti vanno dagli anni &#8217;30 ad oggi e non sono conservati in una sede museale, ma in un magazzino accessibile solo agli addetti ai lavori (stilisti, designer, accademie e scuole di moda). Questi possono aggirarsi tranquillamente tra le infinite corsie, toccare i materiali e vedere dal vivo i colori, traendo ispirazione per nuovi inaspettati abbinamenti o rivisitando in maniera personale modelli e stili.<br />
La location della mostra: la casa museo della famiglia Tozzoni di Imola, un palazzo in pieno centro storico abitato dalla famiglia per più di cinque secoli. All&#8217;interno saloni barocchi e stanze affrescate, poi appartamenti neoclassici, cucine rustiche ottocentesche in un susseguirsi di stili e epoche. Le stanze sono allestite con grande opulenza e varietà, con opere d&#8217;arte e manufatti di pregio, inclusi gli oggetti della vita quotidiana (dai magnifici servizi di piatti, alla biancheria nelle camere da letto, ai volumi della biblioteca).</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-fortuny.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1847" alt="tozzoni fortuny" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-fortuny.jpg" width="667" height="1000" /></a><br />
I curatori della mostra non hanno creato un percorso autoreferenziale in cui il palazzo fosse solo una splendida cornice, ma hanno cercato di collegare ad ogni stanza e alla sua funzione originaria stilisti e abiti. La prima sala accoglie con un elegantissimo Mariano Fortuny plissettato a mano (!) a cui fanno eco modelli di Issey Miyake, a sottolineare l&#8217;eterno ritorno della classicità e i corsi e ricorsi storici, anche nella storia della moda. Nell&#8217;appartamento barocchetto un viaggio interiore ed esteriore dello stilista Romeo Gigli, tra abiti ispirati a culture lontane (India, Afghanistan) che si &#8220;abbinano&#8221; agli abiti indossati dai protagonisti dei ritratti di famiglia o ai colori delle sontuose tappezzerie.</p>
<p>L&#8217;appartamento in stile impero colpisce per contrasto: all&#8217;opulenza barocchetta si sostituisce la linearità dello stile neoclassico e l&#8217;abito-scultura di Capucci corredato di borsetta perfettamente quadrata é una poesia di stoffa.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-capucci-2.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1849" alt="tozzoni capucci 2" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-capucci-2.jpg" width="667" height="1000" /></a></p>
<p>Si prosegue con la sala della musica, poi il corridoio che si affaccia alla corte giardino e la stanza &#8221; dei comodi&#8221;, antenata del nostro bagno/guardaroba, dove i curatori della mostra (che sono lo stesso Attilio Mazzini e la sua collaboratrice Carla Marangoni, non l&#8217;avevo ancora detto) hanno posizionato capi di Jean Paul Gaultier e Dolce &amp;Gabbana, corsetti portati dall&#8217;underwear all&#8217;esibizione sfacciata e sensuale, sdoganandoli dalla loro condizione di &#8220;intimo&#8221; come elemento del guardaroba quotidiano.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-gaultier.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1850" alt="tozzoni gaultier" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-gaultier.jpg" width="667" height="1000" /></a><br />
C&#8217;è una stanza (la biblioteca) dedicata anche alla mia stilista preferita: Vivienne Westwood, sempre attenta alla storia del costume e della società (quasi una sociologa della moda, degna appunto di essere studiata sui libri). Le stanze sono in tutto 11, ma la mostra prosegue in piazza Garibaldi con un&#8217;installazione e un video molto interessante in cui Attilio Mazzini e Carla Marangoni parlano del loro lavoro di archiviazione e delle motivazioni (prevalentemente estetiche) che li hanno portati a collezionare abiti dagli anni &#8217;70 ad oggi.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-westwood.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1851" alt="tozzoni westwood" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-westwood.jpg" width="667" height="1000" /></a><br />
Voto abiti in mostra: 10<br />
Voto allestimento: 10, gli abiti sono molto valorizzati, ma anche calati nel contesto<br />
Voto location: 10, il palazzo è ricco di curiosità e cimeli<br />
Vale la pena programmare una gita a Imola per questa mostra? Sì!<br />
Qui trovate il link con le info pratiche, fate presto però: termina il 28 febbraio!</p>
<p><a href="http://www.mostrefondazioneimola.it/">http://www.mostrefondazioneimola.it/</a></p>
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		<title>ALTA MODA GRANDE TEATRO ALLA REGGIA DI VENARIA</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2014 19:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[MODA IN MOSTRA]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTI GLI ARTICOLI]]></category>
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		<description><![CDATA[Torino è una città sempre affascinante e vivace, e in questo caso ci regala ben due mostre memorabili: i Preraffaelliti e Alta Moda Grande Teatro. Della prima dirò solo che i quadri di Millais, Ofelia in primis valgono da soli il biglietto (comunque c&#8217;è una vasta rappresentanza, più di 100 &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/alta-moda-grande-teatro-alla-reggia-di-venaria/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Torino è una città sempre affascinante e vivace, e in questo caso ci regala ben due mostre memorabili: i Preraffaelliti e Alta Moda Grande Teatro.<br />
Della prima dirò solo che i quadri di Millais, Ofelia in primis valgono da soli il biglietto (comunque c&#8217;è una vasta rappresentanza, più di 100 opere, notevole quantità e qualità).<br />
L&#8217;esposizione alla Reggia di Venaria invece racconta trent&#8217;anni di incontri e collaborazioni tra i grandi stilisti della moda italiana ed i grandi interpreti della scena teatrale internazionale.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/06/venaria-fontana.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-1622" alt="venaria fontana" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/06/venaria-fontana-300x224.jpg" width="300" height="224" /></a><br />
Un&#8217;occhiata a veloce alle immancabili fontane e poi via, in un viaggio onirico tra la Carmen di jeans di Fendi, le costruzioni architettoniche di Capucci per la sua musa e amica Raina Kabaivanska, la fiabesca Cenerentola di Renato Balestra, i tutù di Valentino per il Concerto di Capodanno e tante creazioni di Versace, vero appassionato, per il teatro e la danza (meravigliosi i tutù de L&#8217; Uccello di Fuoco di Stravinskij).<br />
Sono più di duecento pezzi, tra abiti di scena, da concerto, bozzetti , video, sembrano tanti ma&#8230;finisce subito! Avrei voglia di fare un altro giro, come sulle giostre e ricominciare con le tute di Missoni per l&#8217;Africa a Italia &#8217;90, la Carmen banca/rossa/nera di Alberta Ferretti, la gonna di Armani per Joaquin Cortes&#8230;<br />
Vabbè, non esageriamo, e finiamo il giro della Reggia con una sorpresa: gli abiti di carta di Isabelle de Borchgrave.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/06/abiti-carta.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-1623" alt="abiti carta" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/06/abiti-carta-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prìncipi, dame e prelati, abbigliati secondo la moda della metà del Settecento,ma al posto della stoffa due diverse qualità di carta: la leggerissima cartavelina e quella più rigida del cartamodello, tagliate, piegate, incollate e infine dipinte a mano secondo la tecnica del trompe l’oeil per dare l’illusione ottica del tessuto.</p>
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