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	<title>FASHION THEATER archivio virtuale costumi teatrali &#187; MODA IN MOSTRA</title>
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		<title>Arte e moda del Settecento in mostra a Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 17:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sorpresa nel cuore di Bologna: un tuffo nel Settecento con il Museo Civico d&#8217;Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini. Ho studiato a Bologna, ma l’ho vissuta poco, perché lavoravo e andavo all’università solo quando necessario, da pendolare. Ho lavorato e lavoro tutt’ora nell’accoglienza turistica in Emilia Romagna, ma questo &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/settecento-mostra-bologna/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una sorpresa nel cuore di Bologna: un tuffo nel Settecento con il <strong>Museo Civico d&#8217;Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini.</strong></p>
<p>Ho studiato a Bologna, ma l’ho vissuta poco, perché lavoravo e andavo all’università solo quando necessario, da pendolare. Ho lavorato e lavoro tutt’ora nell’accoglienza turistica in Emilia Romagna, ma questo museo, mea culpa, me lo ero proprio perso.</p>
<p>Poi un giorno, potere di internet, in base ai miei interessi, Facebook mi ha proposto questa mostra: “<strong>Le plaisir du vivre. Arte e moda del Settecento</strong> <strong>veneziano dalla Fondazione Musei Civici di Venezia”</strong>.</p>
<p>E così un mattino in odor di lockdown, senza pensarci troppo, ho preso un treno per la sempre bella Bologna. Il Museo si trova in Strada Maggiore e varcando il portone si entra letteralmente in un’altra epoca.</p>
<p>Il fondatore del museo, Francesco Malaguzzi Valeri, decise di riallestire la quadreria e la collezione d’arti applicate in un percorso che riproducesse un appartamento arredato del Settecento bolognese. Era il 1920 e la mostra di cui vi parlerò è stata voluta proprio per celebrare il centenario del museo.</p>
<p>Nella prima sala ci sono numerosi ferri battuti, bronzi ornamentali, strumenti da fabbro, che fanno parte della collezione degli oggetti “industriali”. Qui si trovano anche i primi due abiti, uno rosa da uomo e uno da a righe da donna.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/settecento-dama-rosa.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1918" alt="settecento dama rosa" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/settecento-dama-rosa.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Gli abiti e gli oggetti della mostra (cappelliere, scarpine da ballo, ventagli ricamati), provengono dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e sono esposti secondo la stessa filosofia dell’esposizione permanente, ovvero l’idea di <strong>rievocare il «fastoso Settecento»</strong>, con il suo corredo di ricchi mobili, ori, oggetti legati alle abitudini di vita di cavalieri e dame affaccendati nei rituali della mondanità.</p>
<p>All’interno del museo ci sono collezioni di porcellane, mobili rococò, consoles, cornici, un’incredibile “palazzina delle bambole” e una meravigliosa carrozza, tutto settecentesco e gli abiti dialogano in maniera perfetta con l’ambientazione.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/carrozza1.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1925" alt="carrozza" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/carrozza1.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Nella sala della <strong>carrozza</strong>, ad esempio, c’è un manichino in livrea; nella quadreria un abito da giorno (sopravveste) dai dettagli preziosi. L’opulenza del Settecento veneziano deriva anche dal tentativo di mantenere il primato di eleganza e di produzione di <strong>stoffe pregiate</strong> conteso con la Francia. Lo stile veneziano però non era più all’avanguardia e le dame dell’alta borghesia e nobiltà sfidavano le leggi suntuarie e l’amor patrio per avere, anche di contrabbando, le stoffe di Lione.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1920" alt="sopravveste" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste-dettaglio.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1921" alt="sopravveste dettaglio" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste-dettaglio.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p>La mostra è ovviamente in pausa, ma è programmata fino al 21 settembre.</p>
<p>Qui trovate le info e gli orari di apertura:</p>
<p><a title="Le plaisir de vivre" href="http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/date/2021-02-25/id/103553">http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/date/2021-02-25/id/103553</a></p>
<p>Segnalo inoltre che sulla <a href="https://www.facebook.com/MuseiArteAnticaBologna">pagina Facebook dei Musei Civici</a> potete trovare degli interessanti video di approfondimento, molto divertente quello sulla vestizione delle dame!</p>
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		<title>Corcos: ritratti e abiti da sogno</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 13:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Atmosfere sognanti, dame sorridenti, a volte enigmatiche, ma sempre elegantissime, paesaggi assolati e colori vividi. Ecco cosa vi dovete aspettare dalla mostra “Corcos. Ritratti e sogni” di Palazzo Pallavicini a Bologna, prolungata fino al 27 giugno 2021. Ho approfittato degli ultimi giorni di “zona gialla” per una fuga culturale e &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/corcos-e-abiti/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Atmosfere sognanti, dame sorridenti, a volte enigmatiche, ma sempre elegantissime, paesaggi assolati e colori vividi.<br />
Ecco cosa vi dovete aspettare dalla mostra “<strong>Corcos. Ritratti e sogni</strong>” di <strong>Palazzo Pallavicini a Bologna</strong>, prolungata fino al 27 giugno 2021.<br />
Ho approfittato degli ultimi giorni di “zona gialla” per una fuga culturale e qui vi racconto la prima tappa: il mio obiettivo, come sempre, è approfondire la storia della moda attraverso gli abiti, “materiali” (come vedrete nella seconda puntata!) o “immateriali”, come in questo caso, dove sono solo ritratti.<br />
<strong>Vittorio Corcos</strong>, nato a Livorno nel 1859, studiò Belle Arti prima a Firenze e poi a Napoli, ma fu grazie al trasferimento a Parigi e alla frequentazione del salotto di De Nittis che la sua fama divenne acclarata e internazionale.<br />
Tornato a Livorno, si contese il primato di “pittore ufficiale dell’alta borghesia” con il ferrarese <strong>Giovanni Boldini</strong> (siete riusciti a visitare la strepitosa mostra &#8220;Boldini e la moda&#8221; a Palazzo dei Diamanti del 2019?)<br />
Le dame facoltose amavano il suo stile, ricco di pose e gesti, ma soprattutto reso unico dalla capacità di imitazione dei tessuti, dei ricami, dei gioielli, di ogni dettaglio dell’abito da cui lo spettatore avrebbe facilmente potuto comprendere lo status sociale del personaggio ritratto.<br />
Perfino la principessa <strong>Maria José</strong>, moglie di Umberto II di Savoia, volle essere ritratta da Corcos, che ne restituì un’immagine fresca, radiosa, dove l’azzurro del suo abito si intona perfettamente con quello dei suoi occhi.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/maria-josè.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1912" alt="maria josè" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/maria-josè.jpg" width="480" height="526" /></a><br />
L’imponente ritratto dell&#8217;attrice <strong>Lina Cavalieri</strong>, “la donna più bella del mondo”, secondo le cronache del tempo, mette in luce la sua bellezza classica e senza tempo. Corcos valorizza la silhouette “a S” sottolineata dall’abito aderente in vita e con le spalline mollemente abbassate. Il ricamo dell’abito, dettagliato nella parte superiore, sfuma in pennellate fugaci nello strascico, contribuendo a creare un atmosfera rarefatta e sognante, come se l’attrice fosse una creatura da fiaba.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/lina-cavalieri.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1913" alt="lina cavalieri" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/lina-cavalieri.jpg" width="640" height="480" /></a><br />
Il ritratto, sempre di grandi dimensioni, della nobildonna <strong>Elisa Corazzini</strong> appare invece molto più aderente alla realtà e con una resa quasi fotografica dell’abito e soprattutto del prezioso ricamo della scollatura e delle spalline.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/elisa-corazzini.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1914" alt="elisa corazzini" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/elisa-corazzini.jpg" width="386" height="611" /></a><br />
Volete sentirvi anche voi una dama della Belle Epoque? Sedetevi sulla panchina dove è stato ricreato il set del celebre ritratto “Sogni” e cercate di riprodurre l’espressione indecifrabile della ragazza. Non dimenticate guanti e maniche a sbuffo!</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/panchina-corcos.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1915" alt="panchina corcos" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/panchina-corcos.jpg" width="640" height="480" /></a><br />
Trovate qui le info sulla mostra: <a title="Palazzo Pallavicini" href="https://www.palazzopallavicini.com/">https://www.palazzopallavicini.com/</a></p>
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		<title>MOSTRA VIRTUALE PER UN PERIODO&#8230;PARTICOLARE</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 15:04:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo momento così particolare, costretti a restare in casa a causa del dilagante coronavirus ormai da settimane, avremmo quanto mai bisogno del conforto dell&#8217;arte. Le risorse virtuali non mancano, certo non è la stessa cosa, ma si possono fare interessanti scoperte anche esplorando con un tablet. Ecco una delle &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/mostra-virtuale/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questo momento così particolare, costretti a restare in casa a causa del dilagante coronavirus ormai da settimane, avremmo quanto mai bisogno del conforto dell&#8217;arte. Le risorse virtuali non mancano, certo non è la stessa cosa, ma si possono fare interessanti scoperte anche esplorando con un tablet.</p>
<p>Ecco una delle mie, tra un Google Art&amp;Culture e l&#8217;altro&#8230;una vera e propria mostra virtuale sul sito del <strong>Museum of the city of New York</strong></p>
<p><strong>WORTH&amp;MAINBOCHER: Demystifying the Haute Couture</strong></p>
<p><strong>Charles Frederich Worth</strong> fu il primo creatore di haute couture, nel senso moderno del termine. Nato in Inghilterra nel 1825, iniziò come commesso in un grande magazzino di tessuti e poco più che ventenne partì per Parigi, dove iniziò il suo lavoro di sarto. Contemporaneamente incontrò <strong>Marie Vernet</strong>, modella con un grande fiuto per gli affari. In pochi anni riuscì ad aprire un atelier tutto suo.<br />
Il suo debutto nella società avvenne in seguito all&#8217;acquisto da parte della principessa di <strong>Metternich,</strong> nipote del grande statista del Congresso di Vienna, di due suoi abiti che le furono offerti a prezzi stracciati proprio da Marie Vernet. In occasione di un ballo, la principessa ne sfoggiò uno e suscitò l&#8217;ammirazione dell&#8217;<strong>imperatrice Eugénie</strong>, consorte di Napoleone III che non tardò a divenire anch&#8217;essa affezionata cliente della maison Worth. Fu così nominato suo fornitore ufficiale e divenne sarto di corte nel 1864.</p>
<p>Fu uno dei primi a prevedere il successo della crinolina e ne determinò le evoluzioni aumentandone e riducendone l&#8217;ampiezza: negli ultimi decenni dell&#8217;Ottocento decise di abbandonare la silhouette romantica contraddistinta dalla sottogonna e si impose un nuovo tipo di linea verticalizzante, dove la figura femminile era modulata secondo &#8220;serpentine sinuosità&#8221; accentuate artificialmente sul dietro, grazie all&#8217;uso di una sorta di cuscini, e messe in risalto da vitini da vespa. La sua prima modella d&#8217;eccezione per la nuova linea fu l&#8217;imperatrice Elisabetta d&#8217;Austria, l&#8217;indimenticabile Sissi.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/04/Charles_Frederick_Worth.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1900" alt="Charles_Frederick_Worth" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/04/Charles_Frederick_Worth.jpg" width="220" height="276" /></a><br />
<strong>Main Rousseau Bocher</strong>, nato a Chicago nel 1929, fu il couturier delle dive, oltre che delle dame dell&#8217;alta società. Vestì Mary Pickford, Constance Bennett, Claudette Colbert, Irene Dunne, Loretta Young; la sua cliente più fidata fu però<strong> Wallis Simpson</strong>, a cui dedicò anche un colore, il &#8220;<strong>Blu Wallis</strong>&#8220;. Disegnò per lei anche l&#8217;abito di nozze con Edoardo VIII, il duca di Windsor (che aveva abdicato al trono per poter coronare il suo sogno d&#8217;amore), descritto dai cronisti come &#8220;il vestito più fotografato e più copiato di tutti i tempi&#8221;. Fu l&#8217;inventore dell&#8217;abito senza spalline e anticipò di circa otto anni le linee di Dior e il ritorno del &#8220;vitino da vespa&#8221; sottolineato da gonne ampie.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/04/mainbocher.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1901" alt="mainbocher" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/04/mainbocher.jpg" width="241" height="245" /></a></p>
<p>Sul sito del <strong>Museum of the city of New York</strong> si trovano tutte le immagini di una mostra virtuale dedicata ai due maestri: 57 modelli di Worth e 62 di Mainbocher, che percorrono un periodo lungo un secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Buona visita!<br />
▶  <a href="https://collections.mcny.org/C.aspx?VP3=CMS3&amp;VF=MNYO28_4&amp;fbclid=IwAR0IBjpN3drzogeIJhuxroyBtTXex65MuBytCD8GaH9p_WAa7lcIzPXRtCI" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;-U&quot;}" data-lynx-mode="async" data-lynx-uri="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fcollections.mcny.org%2FC.aspx%3FVP3%3DCMS3%26VF%3DMNYO28_4%26fbclid%3DIwAR0IBjpN3drzogeIJhuxroyBtTXex65MuBytCD8GaH9p_WAa7lcIzPXRtCI&amp;h=AT1cwuTQOxi_TlaV0Us8M4rLxwmPjfR8MxjDmr5Q5aiVr-JfJZnYoZ_d9Rx9NJoAOk-9hnb00l06FkuhNcIIYqgZHxYFxh05CG-SEIY0GSURHANOLlBebUBWWxXuQC89l-jHDBkucgYKNejyJkOiBJ_xXowOemJ1DBrhG4IxLPXYaBUVoRXp0hZd9lAdSa7RJAE-V4UqFxbyqj-RIViRwyK4EtyPYMWydTP0KlsLm4xqszzCe97quzFR_QnTJth75v-2rlMnZkoOWsgTtgqtinEAQUDrq2--N_Jmxwi2b44fWk6aIivNvR2Ac7BrI1R4wl7IQA64MykeWICayEB0a0-E7X9QF04chRq1ucT9tcst5pTnL-CFrsR6I0lo1O8hcgtVkmM-Wn6wGPbsRrHDmaxa3qptxU7pGZSCk8260fLieXpLGTw0hNL1eR2B59VaCcRsp__MoS_loE5JViDPin3Jc7jU3YlLO0WHgi5930het8hCvAL9VdfXIQpsYItznL3oQP_dnJ-xypQTAksEG-ThK6jE-wT7T5Qg1T8P2TAw-yMfhTWuphgq5E2XvdyXCMNUJD1RcG8qv3gtazMRtN1H93jnxv1P2WOqe4fm9W4XwSKkSnDtCd-w2fGbUt9Q6mXXzQ">https://collections.mcny.org/C.aspx?VP3=CMS3&amp;VF=MNYO28_4</a></p>
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		<title>Fellini 100, luci e ombre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jan 2020 15:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fellini 100&#8230;sì ma&#8230; Uno dei nostri argomenti di punta sono le mostre sui costumi cinematografici/teatrali e gli abiti d&#8217;epoca e ogni tanto riusciamo perfino ad andarle a vedere! E così in una domenica non troppo fredda di dicembre eccoci a Rimini, che si appresta a festeggiare i 100 anni dalla &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/fellini-luci-ombre/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fellini 100</strong>&#8230;sì ma&#8230;<br />
Uno dei nostri argomenti di punta sono le mostre sui costumi cinematografici/teatrali e gli abiti d&#8217;epoca e ogni tanto riusciamo perfino ad andarle a vedere!<br />
E così in una domenica non troppo fredda di dicembre eccoci a <strong>Rimini,</strong> che si appresta a festeggiare i 100 anni dalla nascita di Federico Fellini, immaginifico maestro del cinema italiano e mondiale, riminese D.O.C.<br />
La mostra è allestita all&#8217;interno di<strong> Castel Sismondo</strong>, in pieno centro cittadino. L&#8217;allestimento è molto scenografico: diversi ambienti del castello sono stati trasformati in piccole salette da cinema, con schermi che proiettano spezzoni di film e poltroncine anni Settanta.<br />
Le sale sono separate da tendoni a liste di un tipo di plastica bianca molto particolare e quando i tendoni sono chiusi diventano essi stessi schermi su cui sono proiettate immagini.<br />
Visivamente è tutto molto appagante, ma non è ben chiaro il filo conduttore.</p>
<p>Non è incentrata sulla vita di <strong>Fellini</strong>, pur essendoci una mappa con le date più importanti e pur essendoci una sezione dedicata ai suoi disegni (pochi in versione originale, alcuni digitalizzati su un maxi libro touch screen dove le pagine si sfogliano virtualmente).</p>
<p>Non è incentrata sul rapporto di Fellini con la città, anche se c&#8217;è una sala dedicata ad <strong>Amarcord</strong> con foto del set e della Rimini degli anni Settanta.</p>
<p>Non è incentrata sulle sue opere, pur essendo tutte citate o proiettate in qualche frammento.</p>
<p>Non è incentrata sui suoi indimenticabili personaggi, anche se c&#8217;è una sala in cui attraverso proiezioni dialogano virtualmente tra loro.</p>
<p>Non ci sono molti cimeli, io ho notato solo una teca con alcuni copioni e una sala con alcuni costumi del maestro<strong> Danilo Donati</strong> (dei film <strong>Casanova</strong> del 1976 e <strong>Roma</strong> del 1972) non molto illuminati e non molto valorizzati.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3389.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1892" alt="IMG_3389" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3389.jpg" width="480" height="640" /></a> <a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3391.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1893" alt="IMG_3391" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3391.jpg" width="480" height="640" /></a> <a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3393.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1894" alt="IMG_3393" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3393.jpg" width="480" height="640" /></a></p>
<p>La didascalia per capire di che costumi si tratti è in un angolo della stanza, non immediatamente visibile. Scarsissimi anche i riferimenti alla moglie e compagna di set <strong>Giulietta Masina</strong>, solo un accenno nell&#8217;ultima sala.<br />
Insomma, nel complesso esteticamente piacevole, ma uscendo avevo la spiacevole sensazione che la mostra non mi avesse lasciato niente.                    Nessuna conoscenza ulteriore rispetto a quanto non sapessi già su Fellini (e non mi reputo un&#8217;esperta), nessuna grande emozione.<br />
Mio marito, che ha dovuto aspettare me e nostro figlio Andrea in coda al bagno, è uscito invece urlando &#8220;Marcello, come here&#8221;, perchè ha visto la scena della Dolce Vita in loop circa cento volte in quel lasso di tempo.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3383-e1577978758311.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1890" alt="IMG_3383" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2020/01/IMG_3383-e1577978758311.jpg" width="480" height="640" /></a></p>
<p>E a proposito di Andrea (che ha 4 anni): gli è piaciuto l&#8217;effetto-cinema e potersi sedere sulle poltroncine, ma nel complesso è poco adatta ai bimbi. Una saletta sopraelevata è stata adibita a sala bimbi, con qualche tappeto interattivo dell&#8217;Ikea, un paio di macchinine minimal, un paio di tavolini con fogli e pennarelli. Anche in questo caso l&#8217;impressione era di poca cura, soprattutto non c&#8217;era nessun riferimento alla mostra nel materiale a disposizione.<br />
Ho letto in qualche commento sulla pagina ufficiale Facebook che la mostra è da interpretarsi come un trailer, in questo caso del <strong>Museo Fellini</strong>, che è ancora in allestimento e aprirà entro l&#8217;anno. Vista così forse può avere un senso, tanti &#8220;assaggi&#8221; di Fellini e del suo mondo senza approfondirne in particolare nessuno&#8230;ma non è il genere di mostra che preferisco.</p>
<p>Fatemi sapere la vostra impressione se andate a visitarla!</p>
<p>Gli orari: da martedì a domenica dale 10.00 alle 23.00 fino al 15 marzo<br />
Biglietto intero: 10,00 €<br />
Biglietto ridotto: 8,00 €<br />
Gratuito: bimbi fino a 6 anni</p>
<p>Sito ufficiale: <a href="https://www.mostrafellini100.it/">Fellini100</a></p>
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		<title>RICERCHE DI STILE. GLI ARCHIVI MAZZINI IN MOSTRA A IMOLA</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jan 2018 11:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapevate che a Massa Lombarda, cittadina non ridentissima a pochi km da Imola, esiste uno dei più grandi archivi della moda d&#8217;Europa (e forse del mondo)? Io sinceramente no, è stata una piacevole scoperta, grazie alla mostra &#8220;Ricerche di Stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni&#8221;. Partiamo dall&#8217;archivio: 400.000 capi &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/ricerche-archivi-mazzini/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sapevate che a Massa Lombarda, cittadina non ridentissima a pochi km da Imola, esiste uno dei più grandi archivi della moda d&#8217;Europa (e forse del mondo)? Io sinceramente no, è stata una piacevole scoperta, grazie alla mostra &#8220;Ricerche di Stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni&#8221;. Partiamo dall&#8217;archivio: 400.000 capi (no, non mi è sfuggito qualche zero) raccolti da Attilio Mazzini a partire dalla fine degli anni Settanta, inizialmente senza un vero e proprio criterio, ma acquistando &#8220;a sentimento&#8221; nei mercatini dell&#8217;usato (all&#8217;epoca non si usava il termine &#8220;vintage&#8221;) in Italia e all&#8217;estero, soprattutto a Londra e Parigi, quello che lo colpiva particolarmente. A questo si aggiunsero stock di abiti di magazzini o negozi in fallimento, fino a raggiungere la mole di abiti attuale.<br />
Gli abiti vanno dagli anni &#8217;30 ad oggi e non sono conservati in una sede museale, ma in un magazzino accessibile solo agli addetti ai lavori (stilisti, designer, accademie e scuole di moda). Questi possono aggirarsi tranquillamente tra le infinite corsie, toccare i materiali e vedere dal vivo i colori, traendo ispirazione per nuovi inaspettati abbinamenti o rivisitando in maniera personale modelli e stili.<br />
La location della mostra: la casa museo della famiglia Tozzoni di Imola, un palazzo in pieno centro storico abitato dalla famiglia per più di cinque secoli. All&#8217;interno saloni barocchi e stanze affrescate, poi appartamenti neoclassici, cucine rustiche ottocentesche in un susseguirsi di stili e epoche. Le stanze sono allestite con grande opulenza e varietà, con opere d&#8217;arte e manufatti di pregio, inclusi gli oggetti della vita quotidiana (dai magnifici servizi di piatti, alla biancheria nelle camere da letto, ai volumi della biblioteca).</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-fortuny.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1847" alt="tozzoni fortuny" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-fortuny.jpg" width="667" height="1000" /></a><br />
I curatori della mostra non hanno creato un percorso autoreferenziale in cui il palazzo fosse solo una splendida cornice, ma hanno cercato di collegare ad ogni stanza e alla sua funzione originaria stilisti e abiti. La prima sala accoglie con un elegantissimo Mariano Fortuny plissettato a mano (!) a cui fanno eco modelli di Issey Miyake, a sottolineare l&#8217;eterno ritorno della classicità e i corsi e ricorsi storici, anche nella storia della moda. Nell&#8217;appartamento barocchetto un viaggio interiore ed esteriore dello stilista Romeo Gigli, tra abiti ispirati a culture lontane (India, Afghanistan) che si &#8220;abbinano&#8221; agli abiti indossati dai protagonisti dei ritratti di famiglia o ai colori delle sontuose tappezzerie.</p>
<p>L&#8217;appartamento in stile impero colpisce per contrasto: all&#8217;opulenza barocchetta si sostituisce la linearità dello stile neoclassico e l&#8217;abito-scultura di Capucci corredato di borsetta perfettamente quadrata é una poesia di stoffa.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-capucci-2.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1849" alt="tozzoni capucci 2" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-capucci-2.jpg" width="667" height="1000" /></a></p>
<p>Si prosegue con la sala della musica, poi il corridoio che si affaccia alla corte giardino e la stanza &#8221; dei comodi&#8221;, antenata del nostro bagno/guardaroba, dove i curatori della mostra (che sono lo stesso Attilio Mazzini e la sua collaboratrice Carla Marangoni, non l&#8217;avevo ancora detto) hanno posizionato capi di Jean Paul Gaultier e Dolce &amp;Gabbana, corsetti portati dall&#8217;underwear all&#8217;esibizione sfacciata e sensuale, sdoganandoli dalla loro condizione di &#8220;intimo&#8221; come elemento del guardaroba quotidiano.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-gaultier.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1850" alt="tozzoni gaultier" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-gaultier.jpg" width="667" height="1000" /></a><br />
C&#8217;è una stanza (la biblioteca) dedicata anche alla mia stilista preferita: Vivienne Westwood, sempre attenta alla storia del costume e della società (quasi una sociologa della moda, degna appunto di essere studiata sui libri). Le stanze sono in tutto 11, ma la mostra prosegue in piazza Garibaldi con un&#8217;installazione e un video molto interessante in cui Attilio Mazzini e Carla Marangoni parlano del loro lavoro di archiviazione e delle motivazioni (prevalentemente estetiche) che li hanno portati a collezionare abiti dagli anni &#8217;70 ad oggi.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-westwood.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1851" alt="tozzoni westwood" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2018/01/tozzoni-westwood.jpg" width="667" height="1000" /></a><br />
Voto abiti in mostra: 10<br />
Voto allestimento: 10, gli abiti sono molto valorizzati, ma anche calati nel contesto<br />
Voto location: 10, il palazzo è ricco di curiosità e cimeli<br />
Vale la pena programmare una gita a Imola per questa mostra? Sì!<br />
Qui trovate il link con le info pratiche, fate presto però: termina il 28 febbraio!</p>
<p><a href="http://www.mostrefondazioneimola.it/">http://www.mostrefondazioneimola.it/</a></p>
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		<title>BOLDINI E LE SUE ELEGANTI SIGNORE BELLE EPOQUE</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2015 10:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica pomeriggio, affrontiamo il vento gelido per vedere la mostra di Giovanni Boldini &#8220;Boldini, lo spettacolo della modernità&#8221; ai Musei San Domenico di Forlì. Non sono una grandissima fan del pittore ferrarese, ma indubbiamente aveva un&#8217;abilità particolare nel far risplendere le sue signore tra guizzi di colore e abiti fluttuanti. &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/boldini-eleganti-signore/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica pomeriggio, affrontiamo il vento gelido per vedere la mostra di Giovanni Boldini &#8220;Boldini, lo spettacolo della modernità&#8221; ai Musei San Domenico di Forlì.<br />
Non sono una grandissima fan del pittore ferrarese, ma indubbiamente aveva un&#8217;abilità particolare nel far risplendere le sue signore tra guizzi di colore e abiti fluttuanti.<br />
Non è difficile capire come mai fosse diventato, in vita, pittore apprezzatissimo e alla moda e che le suddette signore dell&#8217;alta borghesia e nobiltà facessero la fila per posare per lui. Che, diciamolo, ci metteva del suo&#8230;possibile fossero tutte magre, sinuose (con il classico profilo a &#8220;S&#8221; ottenuto con i perfidi busti di inizio Novecento), con la pelle splendente e la bocca a forma di cuore?<br />
E anche per quanto riguarda i meravigliosi abiti&#8230;ecco il ritratto della nobildonna siciliana Franca Florio e, di fianco il vestito indossato per il ritratto.Non vi pare che l&#8217;originale sia un tantino più accollato? Quindi il decolletè è solo immaginario&#8230;il marito della signora comunque non gradì molto questa eccessiva esposizione di grazie e Boldini dovette rifare il ritratto.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/02/boldini_donna_franca_florio.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1790" alt="boldini_donna_franca_florio" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/02/boldini_donna_franca_florio.jpg" width="260" height="490" /></a>   <a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/02/abito-franca-florio.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1791" alt="abito franca florio" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/02/abito-franca-florio.jpg" width="910" height="1232" /></a><br />
Probabilmente il pittore aveva uno sguardo naturalmente estetizzante, come lo dimostrano anche i suoi autoritratti, in cui si disegna affascinante e dallo sguardo volitivo, mentre le sue caricature e i ritatti altrui lo raffigurano come un tappetto col doppio mento.<br />
I suoi dipinti mettono allegria, restituiscono l&#8217;atmosfera di un mondo brillante e gioioso, non è difficile immaginarlo accompagnato nelle vie di Parigi da Degas, al Moulin Rouge e in altre mille sfavillanti occasioni mondane. Un mondo che decise di non abbandonare più, facendo di Parigi la sua nuova casa.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/02/116.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1793" alt="116" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/02/116.jpg" width="800" height="729" /></a><br />
Ecco il sito della mostra (da cui sono tratte le immagini) per le info e i dettagli:</p>
<p>http://www.mostrefondazioneforli.it/it/boldini_lo_spettacolo_della_modernita/</p>
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		<title>I VESTITI DEI SOGNI</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 15:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta parliamo di mostre e costumi! A Roma, nella cornice di Palazzo Braschi (Museo di Roma), una mostra dedicata alla produzione artigianale italiana dei costumi per il cinema. Protagonisti i Premi Oscar Piero Tosi, Danilo Donati, Milena Canonero e Gabriella Pescucci. Un percorso lungo quanto la storia del &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/i-vestiti-dei-sogni/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta parliamo di mostre e costumi! A Roma, nella cornice di Palazzo Braschi (Museo di Roma), una mostra dedicata alla produzione artigianale italiana dei costumi per il cinema. Protagonisti i Premi Oscar Piero Tosi, Danilo Donati, Milena Canonero e Gabriella Pescucci.</p>
<p>Un percorso lungo quanto la storia del cinema, dalle dive del muto fino a La grande<br />
bellezza, vincitore dell&#8217;oscar lo scorso anno grazie anche al personaggio di Jep<br />
Gambardella, interpretato da Tony Servillo, e dal suo look da dandy.<br />
Possiamo incontrare una vecchia conoscenza, Lyda Borelli (ricordate quando siamo andate a vistare la casa di riposo bolognese a lei intitolata? avevamo trvato questo corpetto da lei indossato alla prima de &#8220;la figlia di Iorio&#8221; di Gabriele D&#8217;Annunzio) e i costumi di Rapsodia Satanica, di cui era protagonista e autrice e che la consacrarono musa dello stile Belle Epoque.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/01/Iorio-V.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1767" alt="Iorio V" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/01/Iorio-V.jpg" width="669" height="469" /></a><br />
Attori e personaggi sarebbero stati altrettanto iconografici senza i loro costumi? basti pensare al Marchese del Grillo, superbamente interpretato da Alberto Sordi e &#8220;vestito&#8221; da Gianna Gissi, il Casanova felliniano &#8220;vestito&#8221; dal premio Oscar Danilo Donati o la Marie Antoinette di Sofia Coppola resa indimenticabile soprattutto dai fastosi costumi di Milena Canonero, anche lei premio Oscar.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/01/marie_antoniette_sophia_coppola_costumi_milena_canonero_gallery.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1768" alt="marie_antoniette_sophia_coppola_costumi_milena_canonero_gallery" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2015/01/marie_antoniette_sophia_coppola_costumi_milena_canonero_gallery.jpg" width="600" height="398" /></a><br />
Hanno ottenuto l&#8217;ambita statuetta anche Piero Tosi (alla carriera, nel 2013, maestro e caposcuola, lavorò molto con Luchino Visconti) e Gabriella Pescucci (nel 1994 per &#8220;L&#8217;Età dell&#8217;Innocenza&#8221; e un&#8217;intera sezione della mostra è dedicata proprio a questo film).<br />
Una sala è dedicata anche alla storica sartoria Tirelli, che proprio quest&#8217;anno festeggia il cinquantesimo anniversario di attività.<br />
La foto della locandina ritrae una giovane Sandra Milo in &#8220;Giulietta degli Spiriti&#8221;, di<br />
Federico Fellini, costumi di Pietro Gherardi.</p>
<p>La mostra inaugurerà il 17 gennaio e sarà visitabile fino al 22 marzo. Le foto (tranne quella con Violetta!) sono tratte dal sito ufficiale:</p>
<p><a href="http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/i_vestiti_dei_sogni">http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/i_vestiti_dei_sogni</a></p>
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		<title>BELLISSIMA!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2014 18:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Clima prenatalizio, quasi vacanza..cosa c&#8217;è di meglio che andare per mostre fashion? Un&#8217;ottima occasione per visitare la nostra capitale, che nel periodo natalizio è incantevole come non mai, è la mostra &#8220;Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968&#8243;, al Maxxi (Museo Nazionale delle arti del XXI secolo) di Roma fino al 3 &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/bellissima/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Clima prenatalizio, quasi vacanza..cosa c&#8217;è di meglio che andare per mostre fashion? Un&#8217;ottima occasione per visitare la nostra capitale, che nel periodo natalizio è incantevole come non mai, è la mostra &#8220;Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968&#8243;, al Maxxi (Museo Nazionale delle arti del XXI secolo) di Roma fino al 3 maggio 2015.<br />
Non si tratta di una mostra antologica con velleità di ricostruzione della storia della moda, ma di una ricerca sull&#8217;atmosfera irripetibile di quegli anni, della Roma di Cinecittà, delle invenzioni per le attrici della Hollywood sul Tevere, della sofisticata ricerca formale frutto delle collaborazioni fra sarti e artisti.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/12/maxxi-exhibition-bellissima-00.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1755" alt="maxxi-exhibition-bellissima-00" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/12/maxxi-exhibition-bellissima-00.jpg" width="870" height="580" /></a><br />
A sottolineare la complicità tra arte e moda che ha profondamente segnato quegli anni, gli abiti di Emilio Schuberth e delle Sorelle Fontana, di Germana Marucelli e Mila Schön, di Sarli e Simonetta, di Capucci e Gattinoni, di Fendi, Balestra, Biki, Galitzine, Pucci e Valentino dialogano con opere di Lucio Fontana, Alberto Burri e vari artisti contemporanei fino ad arrivare all&#8217;installazione di Vanessa Beecroft.<br />
Una sezione speciale è dedicata ai gioielli Bulgari, che sono anche main sponsor della mostra.<br />
Ecco il link al sito ufficiale:  http://www.fondazionemaxxi.it/2014/07/01/bellissima/</p>
<p>Foto: Fondazione MAXXI, sito ufficiale</p>
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		<title>LA MARCHESA CASATI TORNA A PALAZZO FORTUNY</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Nov 2014 15:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 4 Ottobre 2014 all’ 8 Marzo 2015, a Palazzo Fortuny (Venezia) è in programma la mostra: &#8220;La Divina Marchesa &#8211; Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni folli&#8221;. Ma chi era questa musa eccentrica e un po&#8217; megalomane? Luisa Casati, (cognome da signorina: Amman, classe &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/marchesa-palazzo-fortuny/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 4 Ottobre 2014 all’ 8 Marzo 2015, a Palazzo Fortuny (Venezia) è in programma la mostra:<br />
&#8220;La Divina Marchesa &#8211; Arte e vita di Luisa Casati dalla Belle Époque agli Anni folli&#8221;.<br />
Ma chi era questa musa eccentrica e un po&#8217; megalomane?<br />
Luisa Casati, (cognome da signorina: Amman, classe 1881) sposò il marchese milanese Camillo Casati Stampa di Soncino, ma dopo pochi anni di matrimonio iniziò una relazione, in maniera anche abbastanza aperta e plateale, con il vate, il poeta Gabriele D&#8217;Annunzio, relazione che occupò le colonne del gossip belle epoque per molto tempo.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/11/casati2.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1721" alt="casati2" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/11/casati2.jpg" width="465" height="640" /></a><br />
La marchesa divenne così &#8220;scandalosa&#8221; e lei non fece nulla per sopire le dicerie, anzi diventò particolarmente eccentrica, a partire dall&#8217;abbigliamento e dal vistoso trucco. Voleva diventare essa stessa un&#8217;opera d&#8217;arte, una figura ammaliante e sopra le righe. Famosissime le sue apparizioni con animali esotici come boa (una volta al Ritz di Parigi un boa constrictor scappò subito dopo il check-in) e scimmie; nel 1910 acquistò a Venezia l&#8217;abbandonato palazzo Venier dei Leoni, (oggi sede della fondazione Peggy Guggenheim) e nei suoi ampi giardini accolse corvi albini, pavoni e ghepardi. Lì si tenevano anche feste ed appuntamenti mondani.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/11/casati-cavalli.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1722" alt="casati cavalli" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/11/casati-cavalli.jpg" width="436" height="640" /></a><br />
La sua passione per l&#8217;arte la portarono a cercare artisti conosciuti ma anche a scoprire giovani talenti che la rappresentassero in quadri ad olio, schizzi, sculture e fotografie.<br />
Di lei rimangono ritratti e sculture di Giovanni Boldini, Augustus John, Kees Van Dongen, Romaine Brooks, Ignacio Zuloaga, Drian, Alberto Martini, Alastair, Giacomo Balla, Catherine Barjansky, Jacob Epstein e foto di Man Ray, Cecil Beaton e del barone Adolph de Meyer.</p>
<p>Fu anche &#8220;musa&#8221; dei futuristi, Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero e Umberto Boccioni, e contribuì con loro ad uno spettacolo di marionette su musiche di Maurice Ravel.</p>
<p>Considerata la versione femminile del dandy, fu vestita da Léon Bakst, Paul Poiret, Mariano Fortuny e Erté. Indossava gioielli di Lalique e fu l&#8217;ispirazione per la famosa pantera disegnata per Cartier.</p>
<p>Nel 1923 decise di acquistare una casa a Parigi. Nel 1930 aveva accumulato, a causa del suo stile di vita, un debito di 25 milioni di dollari; impossibilitata a soddisfare tutti i creditori fu costretta a vendere il Palais e tutti i suoi contenuti furono messi all&#8217;asta.</p>
<p>La sua leggendaria figura rimane immortale nelle immagini degli artisti di cui fu mecenate e musa. Molte di queste immagini e alcuni suoi oggetti e abiti sono in mostra a Venezia.</p>
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		<title>LA MORTE TI FA BELLA&#8230;AL MET DI NEW YORK</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2014 14:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[MODA IN MOSTRA]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTI GLI ARTICOLI]]></category>
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		<description><![CDATA[Death Becomes Her (La Morte ti fa bella, come il titolo di uno spiritoso film degli anni Novanta con Meryl Streep e Goldie Hawn) è il curioso titolo della mostra allestita nel padiglione &#8216;Anna Wintour&#8217; al Metropolitan Museum di New York, per celebrare l&#8217;evoluzione dell&#8217;abito funerario dal 1815 al 1915, &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/morte-bella-york/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Death Becomes Her (La Morte ti fa bella, come il titolo di uno spiritoso film degli anni Novanta con Meryl Streep e Goldie Hawn) è il curioso titolo della mostra allestita nel padiglione &#8216;Anna Wintour&#8217; al Metropolitan Museum di New York, per celebrare l&#8217;evoluzione dell&#8217;abito funerario dal 1815 al 1915, nonche&#8217; il modo di vivere il lutto da parte della donna.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/10/Queen-Victoria-in-Mourning-Dress-02_thumb1.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1713" alt="Queen Victoria in Mourning Dress 02_thumb[1]" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/10/Queen-Victoria-in-Mourning-Dress-02_thumb1.jpg" width="404" height="589" /></a></p>
<p>Trenta abiti, molti dei quali esposti per la prima volta, che mostrano quanto i canoni<br />
dell&#8217;alta moda abbiano influito sulle esigenze sartoriali durante il periodo di lutto.<br />
Perché vestirsi a lutto, non doveva necessariamente equivalere a vestirsi in maniera<br />
sciatta o fuori moda. Infatti molti disegni e cartamodelli mostrano con evidenza che le uniche sostanziali differenze tra gli abiti &#8220;alla moda&#8221; e gli abiti adibiti al lutto sono il colore (nero, ovviamente, in caso di lutto stretto, ma con varie sfumature di grigio,<br />
marrone, malva all&#8217;allontanarsi o del grado di parentela con l&#8217;estinto o della data della dipartita) e il materiale: al posto del raso o della seta lucenti, Il cosiddetto &#8216;crespo&#8217; da lutto utilizzato era una seta tipo &#8216;cartonata&#8217; che spogliava il materiale della sua lucentezza e lo rendeva piu&#8217; opaco e più modesto, consono alla particolare situazione.</p>
<p>Tra i pezzi esposti, anche gli abiti a lutto indossati dalla Regina Vittoria e dalla Regina Alessandra di Danimarca (sua nuora). Vittoria soffrì moltissimo per la morte dell&#8217;adorato principe consorte Alberto e decise di vestire sempre a lutto (lo fece per ben quarant&#8217;anni). Questa scelta personale, trattandosi però di una regina, non poteva non influenzare l&#8217;opinione pubblica e la moda. Ad alcune però portare il lutto pesava moltissimo&#8230;vi ricordate la scena di Via col Vento in cui un&#8217;annoiata Rossella O&#8217;Hara  scalpita per ballare e indossare cappellini nonostante il lutto per il primo marito?</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/10/rossella-mourning.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1712" alt="rossella mourning" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/10/rossella-mourning.jpg" width="463" height="350" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco il link al sito ufficiale della mostra, da cui è tratta l&#8217;immagine di copertina:</p>
<p>http://www.metmuseum.org/exhibitions/listings/2014/death-becomes-her</p>
<p>&nbsp;</p>
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