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	<title>FASHION THEATER archivio virtuale costumi teatrali &#187; lyda borelli</title>
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		<title>LYDA BORELLI</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 10:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Approfondiamo la figura a cui è dedicata la Casa di Riposo per artisti bolognese, con l&#8217;aiutino di qualche enciclopedia&#8230; Lyda Borelli è un personaggio che appartiene al mondo del teatro e del cinema, ma anche della moda e in generale al mood di un&#8217;epoca. Con spettacoli quali Salomè (1909), con &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/lyda-borelli/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Approfondiamo la figura a cui è dedicata la Casa di Riposo per artisti bolognese, con l&#8217;aiutino di qualche enciclopedia&#8230;<br />
Lyda Borelli è un personaggio che appartiene al mondo del teatro e del cinema, ma anche della moda e in generale al mood di un&#8217;epoca.<br />
Con spettacoli quali Salomè (1909), con i suoi modi eccentrici e acclamati di recitazione e con i suoi abiti e costumi firmati Poiret, Fortuni, Caramba o Gallenga, Borelli fu l&#8217;emblema di un&#8217;epoca, un&#8217;artista dall&#8217;articolata immagine e di assoluta modernità dato l&#8217;alto livello delle opere d&#8217;arte che la videro come soggetto e interprete. I suoi capolavori andarono infatti oltre l&#8217;ambito del teatro e del cinema facendone una grande interprete della cultura liberty che ha dominato le varie arti, dalla pittura alla fotografia, alla musica, alla letteratura e quindi anche teatro, cinema, architettura, design e moda.<br />
L&#8217;icona Borelli trovò espressione sia nelle arti, sia nella cultura popolare, divenendo soggetto di quadri d&#8217;autore, di pastelli, disegni, sculture, fotografie artistiche, ma anche di manifesti, cartoline e caricature, portando la sua influenza di divina nella moda, con abiti e costumi che segnarono il gusto del suo tempo.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/Iorio-V.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-1127" alt="Iorio V" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/Iorio-V-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p>BIOGRAFIA</p>
<p>Nata nel 1886, cominciò la sua carriera in teatro, dove debuttò nel 1902 a 15 anni. Nel 1904 fece parte della compagnia di Virgilio Talli dove divenne prima attrice giovane a soli diciotto anni e recitò nella prima rappresentazione de La figlia di Jorio di Gabriele D&#8217;Annunzio, interpretò il ruolo di Splendore. In breve tempo diventò una delle prime donne più apprezzate e celebri del teatro italiano, considerata l&#8217;erede della grande Eleonora Duse, accanto alla quale recitò nel 1905.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/Iorio-locandina.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-1129" alt="Iorio locandina" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/Iorio-locandina-210x300.jpg" width="210" height="300" /></a><br />
Nel 1913, mentre era alla compagnia Piperno-Borelli-Gandusio, partecipò al suo primo film dal titolo &#8220;Ma l&#8217;amor mio non muore&#8221; diretto da Mario Caserini. Pare che il personaggio della protagonista fosse stato ideato appositamente per lei. La pellicola ebbe un grandissimo successo e Lyda Borelli diventò subito una divina amata e ammirata dal pubblico. Nacquero neologismi come &#8220;borellismo&#8221; e &#8220;borelleggiare&#8221; per descrivere il fenomeno di imitazione che aveva scatenato nel pubblico femminile. Il grande successo la consacrò &#8220;divina&#8221; per antonomasia fra le attrici cinematografiche.<br />
La carriera di Lyda Borelli fu intensa, ma molto breve. Durò appena cinque anni, in cui girò tredici film perché si ritirò definitivamente a vita privata nel 1918, ancora al culmine della celebrità, dopo aver sposato il conte Vittorio Cini. Tra i suoi più grandi successi Fior di male, Rapsodia satanica con le musiche di Pietro Mascagni e Malombra. Lyda Borelli fu la prima grande sacerdotessa del nascente divismo.La sua bellezza preraffaellita, le sue pose da femme fatale dannunziana, la sua recitazione fatta di gesti eccessivi, di subitanei languori e di sguardi torbidi, divennero il modello di una intera generazione di attrici e influenzarono la moda fino a diventare un vero e proprio fatto di costume.</p>
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		<title>BOLOGNA: CASA DI RIPOSO LYDA BORELLI</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 17:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Bologna c&#8217;è una villa circondata da alberi e giardino dove attori, musicisti, artisti che hanno abbondantemente passato gli &#8220;anta&#8221; possono passare in compagnia e in maniera più o meno creativa gli anni della pensione. È la Casa di riposo intitolata a Lyda Borelli, attrice dei primi anni del Novecento, &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/bologna-casa-di-riposo-lyda-borelli/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A Bologna c&#8217;è una villa circondata da alberi e giardino dove attori, musicisti, artisti che hanno abbondantemente passato gli &#8220;anta&#8221; possono passare in compagnia e in maniera più o meno creativa gli anni della pensione. È la Casa di riposo intitolata a Lyda Borelli, attrice dei primi anni del Novecento, arredata in stile Liberty e ricca di fotografie e cimeli degli illustri ospiti.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-1.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-801" alt="lyda borelli 1" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-1-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a><br />
Io, Violetta e Jean Claude arriviamo in auto e ci sistemiamo in una sala. Barbara è in treno e (ovviamente) in ritardo. Mentre litigo con i cavalletti che tento di montare nonostante la mia risaputa manualità da foca, Alberto, il responsabile della biblioteca, cerca le chiavi per aprire l&#8217;armadio che contiene i capi per cui siamo qui: una piccola collezione di costumi appartenuti ad Antonio Gandusio.<br />
Gandusio, attore teatrale e cinematografico italiano,fu protagonista di repertorio basato principalmente su pochade e farse (probabimente anche a causa delle sue caratteristiche fisiche: voce sgraziata, leggera gobba, viso irregolare); fu però anche intenso interprete dei drammi di Luigi Pirandello, di cui stva preparando una versione televisiva prima della morte, avvenuta nei primi anni &#8217;50.<br />
Arriva anche Barbara e dall&#8217;armadio emerge una giacca della fine del&#8217;700, tramandata da maestro ad allievo per generazioni, un coloratissimo Arlecchino, alcuni abiti da gentiluomo del settecento, mantelli, camicie e, a sorpresa, un top femminile appartenuto a Lyda Borelli in persona e indossato nella prima rappresentazione de &#8220;La figlia di Iorio&#8221; di D&#8217;Annunzio.<br />
In un&#8217;altra vetrinetta ci sono abiti, scarpette, fascinator (o forse all&#8217;epoca si chiamavano ancora velette..), ombrellini appartenuti a Dina Galli, attrice italiana di teatro e cinema attiva fra gli anni 1910 e 1940, appoggiati ad un manichino che riproduce le sue fattezze (o meglio, la sua caricatura).</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-2.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-803" alt="lyda borelli 2" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-2-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a><br />
I vestiti escono dall&#8217;armadio e diventano personaggi addosso a Jean Claude e Violetta, ancora una volta missione compiuta per Fashiontheater!</p>
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