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	<title>FASHION THEATER archivio virtuale costumi teatrali &#187; bologna</title>
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		<title>Arte e moda del Settecento in mostra a Bologna</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 17:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sorpresa nel cuore di Bologna: un tuffo nel Settecento con il Museo Civico d&#8217;Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini. Ho studiato a Bologna, ma l’ho vissuta poco, perché lavoravo e andavo all’università solo quando necessario, da pendolare. Ho lavorato e lavoro tutt’ora nell’accoglienza turistica in Emilia Romagna, ma questo &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/settecento-mostra-bologna/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Una sorpresa nel cuore di Bologna: un tuffo nel Settecento con il <strong>Museo Civico d&#8217;Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini.</strong></p>
<p>Ho studiato a Bologna, ma l’ho vissuta poco, perché lavoravo e andavo all’università solo quando necessario, da pendolare. Ho lavorato e lavoro tutt’ora nell’accoglienza turistica in Emilia Romagna, ma questo museo, mea culpa, me lo ero proprio perso.</p>
<p>Poi un giorno, potere di internet, in base ai miei interessi, Facebook mi ha proposto questa mostra: “<strong>Le plaisir du vivre. Arte e moda del Settecento</strong> <strong>veneziano dalla Fondazione Musei Civici di Venezia”</strong>.</p>
<p>E così un mattino in odor di lockdown, senza pensarci troppo, ho preso un treno per la sempre bella Bologna. Il Museo si trova in Strada Maggiore e varcando il portone si entra letteralmente in un’altra epoca.</p>
<p>Il fondatore del museo, Francesco Malaguzzi Valeri, decise di riallestire la quadreria e la collezione d’arti applicate in un percorso che riproducesse un appartamento arredato del Settecento bolognese. Era il 1920 e la mostra di cui vi parlerò è stata voluta proprio per celebrare il centenario del museo.</p>
<p>Nella prima sala ci sono numerosi ferri battuti, bronzi ornamentali, strumenti da fabbro, che fanno parte della collezione degli oggetti “industriali”. Qui si trovano anche i primi due abiti, uno rosa da uomo e uno da a righe da donna.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/settecento-dama-rosa.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1918" alt="settecento dama rosa" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/settecento-dama-rosa.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Gli abiti e gli oggetti della mostra (cappelliere, scarpine da ballo, ventagli ricamati), provengono dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e sono esposti secondo la stessa filosofia dell’esposizione permanente, ovvero l’idea di <strong>rievocare il «fastoso Settecento»</strong>, con il suo corredo di ricchi mobili, ori, oggetti legati alle abitudini di vita di cavalieri e dame affaccendati nei rituali della mondanità.</p>
<p>All’interno del museo ci sono collezioni di porcellane, mobili rococò, consoles, cornici, un’incredibile “palazzina delle bambole” e una meravigliosa carrozza, tutto settecentesco e gli abiti dialogano in maniera perfetta con l’ambientazione.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/carrozza1.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1925" alt="carrozza" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/carrozza1.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Nella sala della <strong>carrozza</strong>, ad esempio, c’è un manichino in livrea; nella quadreria un abito da giorno (sopravveste) dai dettagli preziosi. L’opulenza del Settecento veneziano deriva anche dal tentativo di mantenere il primato di eleganza e di produzione di <strong>stoffe pregiate</strong> conteso con la Francia. Lo stile veneziano però non era più all’avanguardia e le dame dell’alta borghesia e nobiltà sfidavano le leggi suntuarie e l’amor patrio per avere, anche di contrabbando, le stoffe di Lione.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1920" alt="sopravveste" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste-dettaglio.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1921" alt="sopravveste dettaglio" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/sopravveste-dettaglio.jpg" width="640" height="480" /></a></p>
<p>La mostra è ovviamente in pausa, ma è programmata fino al 21 settembre.</p>
<p>Qui trovate le info e gli orari di apertura:</p>
<p><a title="Le plaisir de vivre" href="http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/date/2021-02-25/id/103553">http://www.museibologna.it/arteantica/eventi/51895/date/2021-02-25/id/103553</a></p>
<p>Segnalo inoltre che sulla <a href="https://www.facebook.com/MuseiArteAnticaBologna">pagina Facebook dei Musei Civici</a> potete trovare degli interessanti video di approfondimento, molto divertente quello sulla vestizione delle dame!</p>
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		<title>Corcos: ritratti e abiti da sogno</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 13:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[MODA IN MOSTRA]]></category>
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		<description><![CDATA[Atmosfere sognanti, dame sorridenti, a volte enigmatiche, ma sempre elegantissime, paesaggi assolati e colori vividi. Ecco cosa vi dovete aspettare dalla mostra “Corcos. Ritratti e sogni” di Palazzo Pallavicini a Bologna, prolungata fino al 27 giugno 2021. Ho approfittato degli ultimi giorni di “zona gialla” per una fuga culturale e &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/corcos-e-abiti/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Atmosfere sognanti, dame sorridenti, a volte enigmatiche, ma sempre elegantissime, paesaggi assolati e colori vividi.<br />
Ecco cosa vi dovete aspettare dalla mostra “<strong>Corcos. Ritratti e sogni</strong>” di <strong>Palazzo Pallavicini a Bologna</strong>, prolungata fino al 27 giugno 2021.<br />
Ho approfittato degli ultimi giorni di “zona gialla” per una fuga culturale e qui vi racconto la prima tappa: il mio obiettivo, come sempre, è approfondire la storia della moda attraverso gli abiti, “materiali” (come vedrete nella seconda puntata!) o “immateriali”, come in questo caso, dove sono solo ritratti.<br />
<strong>Vittorio Corcos</strong>, nato a Livorno nel 1859, studiò Belle Arti prima a Firenze e poi a Napoli, ma fu grazie al trasferimento a Parigi e alla frequentazione del salotto di De Nittis che la sua fama divenne acclarata e internazionale.<br />
Tornato a Livorno, si contese il primato di “pittore ufficiale dell’alta borghesia” con il ferrarese <strong>Giovanni Boldini</strong> (siete riusciti a visitare la strepitosa mostra &#8220;Boldini e la moda&#8221; a Palazzo dei Diamanti del 2019?)<br />
Le dame facoltose amavano il suo stile, ricco di pose e gesti, ma soprattutto reso unico dalla capacità di imitazione dei tessuti, dei ricami, dei gioielli, di ogni dettaglio dell’abito da cui lo spettatore avrebbe facilmente potuto comprendere lo status sociale del personaggio ritratto.<br />
Perfino la principessa <strong>Maria José</strong>, moglie di Umberto II di Savoia, volle essere ritratta da Corcos, che ne restituì un’immagine fresca, radiosa, dove l’azzurro del suo abito si intona perfettamente con quello dei suoi occhi.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/maria-josè.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1912" alt="maria josè" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/maria-josè.jpg" width="480" height="526" /></a><br />
L’imponente ritratto dell&#8217;attrice <strong>Lina Cavalieri</strong>, “la donna più bella del mondo”, secondo le cronache del tempo, mette in luce la sua bellezza classica e senza tempo. Corcos valorizza la silhouette “a S” sottolineata dall’abito aderente in vita e con le spalline mollemente abbassate. Il ricamo dell’abito, dettagliato nella parte superiore, sfuma in pennellate fugaci nello strascico, contribuendo a creare un atmosfera rarefatta e sognante, come se l’attrice fosse una creatura da fiaba.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/lina-cavalieri.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1913" alt="lina cavalieri" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/lina-cavalieri.jpg" width="640" height="480" /></a><br />
Il ritratto, sempre di grandi dimensioni, della nobildonna <strong>Elisa Corazzini</strong> appare invece molto più aderente alla realtà e con una resa quasi fotografica dell’abito e soprattutto del prezioso ricamo della scollatura e delle spalline.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/elisa-corazzini.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1914" alt="elisa corazzini" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/elisa-corazzini.jpg" width="386" height="611" /></a><br />
Volete sentirvi anche voi una dama della Belle Epoque? Sedetevi sulla panchina dove è stato ricreato il set del celebre ritratto “Sogni” e cercate di riprodurre l’espressione indecifrabile della ragazza. Non dimenticate guanti e maniche a sbuffo!</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/panchina-corcos.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-full wp-image-1915" alt="panchina corcos" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2021/02/panchina-corcos.jpg" width="640" height="480" /></a><br />
Trovate qui le info sulla mostra: <a title="Palazzo Pallavicini" href="https://www.palazzopallavicini.com/">https://www.palazzopallavicini.com/</a></p>
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		<title>BOLOGNA: CASA DI RIPOSO LYDA BORELLI</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 17:44:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica Fashiontheater]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Bologna c&#8217;è una villa circondata da alberi e giardino dove attori, musicisti, artisti che hanno abbondantemente passato gli &#8220;anta&#8221; possono passare in compagnia e in maniera più o meno creativa gli anni della pensione. È la Casa di riposo intitolata a Lyda Borelli, attrice dei primi anni del Novecento, &#8230;<div class="wrap-excerpt-more"><a class="excerpt-more" href="http://www.fashiontheater.it/bologna-casa-di-riposo-lyda-borelli/">Continue reading</a></div>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A Bologna c&#8217;è una villa circondata da alberi e giardino dove attori, musicisti, artisti che hanno abbondantemente passato gli &#8220;anta&#8221; possono passare in compagnia e in maniera più o meno creativa gli anni della pensione. È la Casa di riposo intitolata a Lyda Borelli, attrice dei primi anni del Novecento, arredata in stile Liberty e ricca di fotografie e cimeli degli illustri ospiti.</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-1.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-801" alt="lyda borelli 1" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-1-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a><br />
Io, Violetta e Jean Claude arriviamo in auto e ci sistemiamo in una sala. Barbara è in treno e (ovviamente) in ritardo. Mentre litigo con i cavalletti che tento di montare nonostante la mia risaputa manualità da foca, Alberto, il responsabile della biblioteca, cerca le chiavi per aprire l&#8217;armadio che contiene i capi per cui siamo qui: una piccola collezione di costumi appartenuti ad Antonio Gandusio.<br />
Gandusio, attore teatrale e cinematografico italiano,fu protagonista di repertorio basato principalmente su pochade e farse (probabimente anche a causa delle sue caratteristiche fisiche: voce sgraziata, leggera gobba, viso irregolare); fu però anche intenso interprete dei drammi di Luigi Pirandello, di cui stva preparando una versione televisiva prima della morte, avvenuta nei primi anni &#8217;50.<br />
Arriva anche Barbara e dall&#8217;armadio emerge una giacca della fine del&#8217;700, tramandata da maestro ad allievo per generazioni, un coloratissimo Arlecchino, alcuni abiti da gentiluomo del settecento, mantelli, camicie e, a sorpresa, un top femminile appartenuto a Lyda Borelli in persona e indossato nella prima rappresentazione de &#8220;La figlia di Iorio&#8221; di D&#8217;Annunzio.<br />
In un&#8217;altra vetrinetta ci sono abiti, scarpette, fascinator (o forse all&#8217;epoca si chiamavano ancora velette..), ombrellini appartenuti a Dina Galli, attrice italiana di teatro e cinema attiva fra gli anni 1910 e 1940, appoggiati ad un manichino che riproduce le sue fattezze (o meglio, la sua caricatura).</p>
<p><a href="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-2.jpg" class="link-to-image"><img class="alignnone size-medium wp-image-803" alt="lyda borelli 2" src="http://www.fashiontheater.it/wp-content/uploads/2014/03/lyda-borelli-2-200x300.jpg" width="200" height="300" /></a><br />
I vestiti escono dall&#8217;armadio e diventano personaggi addosso a Jean Claude e Violetta, ancora una volta missione compiuta per Fashiontheater!</p>
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